Reincarnation of Sex ( A Reencarnação do Sexo), 1982



Luiz Castellini dirige questo folle horror softcore brasiliano dei primi anni '80, dove una testa mozzata seppellita in una pianta e il fantasma di una giovane morta, perseguitano ciclicamente i vivi che si stabiliscono nella casa, trasformando le donne in ninfomani assassine. Il tutto sorretto da musiche di Vangelis, Penderecki e Pierre Henry.


L'adolescente Patricia vive coi genitori in una casa di campagna. Una notte il padre la sorprende in intimità col giovane giardiniere Arthur.

Non riuscendo a sopportare tutto ciò, l'uomo decide nei giorni seguenti di attirare il ragazzo lontano dall'abitazione e di farlo a pezzi con un'ascia, raccontando poi alla povera Patricia che il giovane se n'è andato. Ben presto, però, lo spirito vendicativo di Arthur chiama a sé la ragazza per condurla al suo cadavere. Giunta nel giardino, di notte, grazie all'aiuto della madre, Patricia dissotterra il corpo, recide la testa e la pianta in un vaso da tenere in casa.

La storia a questo punto continua dieci anni più tardi, ma si intuisce che nel frattempo a seguito di tutto ciò, Patricia è morta in preda a deliri.

Anni più tardi, dunque, una coppia affitta la casa, ma la presenza di Arthur richiama subito l'attenzione di Celia, la nuova donna di casa, rendendola una ninfomane e costringendola, grazie al fantasma di Patricia, a uccidere il marito durante l'amplesso. Celia finisce in manicomio e il ciclo di ses*o e violenza ricomincerà quando un'altra donna, Ligia, affitterà la casa.

Film che intrattiene dignitosamente giocando anche su una buona dose di atmosfera: dalla testa che pulsa nella pianta, al fantasma della giovane Patricia intenta a muovere l'ascia in aria col vento notturno che le soffia tra i capelli.

Numerose sono le scene di se*so, con nudi integrali e inquadrature insistenti sulle zone pubiche. Il se*so, infatti, è un elemento significativo, dato che attraverso di esso i due morti riescono a fare incetta di nuovi cadaveri. Memorabile è la violenta morte della ragazza lesbica per mezzo di un vibratore.

Un tripudio di depravazione che meriterebbe sicuramente una gloriosa riscoperta e anche una degna edizione.

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